Caffè e Street Art? Si può fare, nonostante in Italia il caffè sia “espresso”, ossia veloce, ristretto, si beve spesso in piedi e in fretta. Ma da qualche anno la bevanda simbolo per eccellenza di break a breve termine ha abbracciato il mondo dell’Arte Urbana, per una contemplazione lenta e pubblica, che lascia il segno sui muri delle nostre città. I brand del settore hanno infatti capito che la strada è il posto dove il loro racconto incontra più persone e che l’Arte Urbana parla un linguaggio immediato. Alcuni progetti nascono per parlare di sostenibilità, altri per lanciare un prodotto, altri ancora per restituire arte e luoghi di aggregazione alla città. La funzione promozionale e quella rigenerativa convivono e, nei casi migliori, si rafforzano a vicenda. Ecco sei storie da conoscere, tra Torino, Napoli e Milano.

Caffè e street art a Torino: Lavazza e TOward 2030
Il progetto più ampio è TOward 2030, nato nel 2018 dalla collaborazione tra Lavazza e la Città di Torino. L’idea era trasformare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU in murales, aggiungendone uno ideato da Lavazza, il Goal 0, dedicato alla divulgazione. Il risultato sono 18 opere in 18 luoghi del capoluogo sabaudo, firmate da artisti internazionali. Torino si è presentata così come prima città al mondo ambasciatrice degli obiettivi Onu, nel ventennale del progetto MurArte. Il primo muro è del maggio 2018: lo ha dipinto Vesod al Campus Einaudi, sul tema dell’istruzione di qualità. Tra gli altri autori ci sono Hitnes, Nevercrew, Ufo Cinque, Louis Masai e Zed1, mentre il Goal 0 porta la firma di Ernest Zacharevic. Francesca Lavazza, membro del consiglio di amministrazione del brand, ha parlato di un’interpretazione degli obiettivi in chiave pop e contemporanea. Per l’azienda tutto parte dal 2017, quando ha accolto la sfida lanciata dall’ONU. Concettualmente, infatti, la Street Art è uno strumento immediato, accessibile e ineludibile per far circolare il messaggio degli obiettivi. Per chi non fosse fisicamente a Torino i murales erano esplorabili anche online su Google Arts & Culture. Al progetto ha partecipato anche ASviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.

Arrecriate, il caffè di Napoli parla napoletano
Nel giugno 2024 Lavazza porta a Napoli la campagna “Arrecriate”, dedicata all’espresso in cialde. La parola, in dialetto, è un invito ad apprezzare e a rigenerarsi. La campagna ha coinvolto anche Stefano De Martino, si articola in diverse attivazioni sul territorio e parte da un’idea precisa: costruire un legame con la città celebrando la storica connessione tra Napoli e il rito del caffè. In Piazza Sanità, luogo di contrasti, colori, arte, musica e storia, è stato creato, come omaggio al caffè e alla città, un murale dall’artista partenopeo Alessandro Ciambrone. Il dialetto ha in comune con il caffè la capacità di dare un sapore distintivo e di appartenenza.
L’opera è peraltro ormai diventata parte del contesto urbano e dell’identità del quartiere tanto da essere inclusa nel racconto della serie Tv di Rai dedicata a Rione Sanità
Il murale diventa quindi una scelta di linguaggio prima ancora che di immagine.

Tablì, la polvere di caffè diventa murale
Nel 2025, per lanciare Tablì, Lavazza ha scelto a Milano lo stile di Nicholas Perra. Tablì è la prima tab fatta al 100% di caffè, senza involucri, e il murale la racconta alla lettera: un vortice di polvere di caffè con la tab in 3D al centro della composizione. L’opera è stata realizzata in zona Isola, sul grande edificio che si affaccia su via Tazzoli. Perra ha sfruttato uno stile vicino ai materiali naturali e pienamente realistico. L’opera è poi stata al centro di un report ESG sull’impatto sociale e ambientale e di una strategia di display advertising geolocalizzata. In questo caso il prodotto e l’immagine coincidono, e il muro diventa la confezione più grande possibile.

Kimbo, un barista napoletano in Darsena
Anche Kimbo guarda a Napoli, ma dipinge a Milano. Nel settembre 2024 il brand, originario del rione Sanità, celebra il successo delle capsule in alluminio Barista compatibili Nespresso Original con un murale in zona Darsena. Lo firma ViM!, Street Artist milanese, noto per le sue composizioni fotorealistiche e per le collaborazioni con Ghali e Sfera Ebbasta, e il soggetto è un autentico barista napoletano. L’opera ha preso forma con un effetto 3D costruito su chiari e scuri. Il murale fa parte di una campagna che tocca le principali zone di Milano; tra gli eventi c’è anche una serata al Blue Note con la cantante Serena Brancale, che ha reinterpretato lo storico jingle El Kimbo. Il rione Sanità è lo stesso di Piazza Sanità, dove Lavazza ha dipinto Arrecriate: due brand che dunque, sul tema Napoli, si ritrovano sullo stesso terreno.

Caffè Borbone e Cibo, il caffè contro l’odio
Non tutti i progetti parlano di prodotto. Nel 2020 Caffè Borbone ha finanziato, con il Comune di Napoli e il suo Assessorato alla Creatività Urbana, un’azione anti-odio dello Street Artist Cibo, al secolo Pier Paolo Spinazzè. Da oltre dieci anni Cibo copre simboli e scritte d’odio con disegni di cibo pieni di colore e ironia, trasformando l’odio in messaggi positivi. L’iniziativa, sostenuta anche dal Tavolo interassessorile per la Creatività Urbana, toccava varie superfici della città, tra cui la carrozzeria dello storico tram 1, e prevedeva di raccontare valori del caffè espresso napoletano. Secondo l’artista il cibo, e il caffè in particolare, è il principale momento di unione e condivisione, e si presta a simboli e metafore. I cittadini potevano segnalare frasi e simboli da coprire compilando un modulo sul sito del Comune. Qui il marchio non vende una capsula, ma finanzia un gesto civico.

Starbucks e Orticanoodles, l’arte dentro la torrefazione
Il caso di Starbucks riguarda un marchio straniero, ma la mano è italiana. Il primo negozio italiano dell’azienda ha aperto nel 2018 in Piazza Cordusio a Milano. Nel maggio 2024 la Reserve Roastery, si è trasformata in uno spazio d’arte per il lancio di Milano Sole e Milano Luna, edizioni limitate ispirate alla cultura milanese di caffè, arte e design. Sono due caffè della stessa miscela, uno a tostatura chiara e uno a tostatura scura. Gli Orticanoodles, duo milanese con base all’Ortica, hanno realizzato murales sul posto, giocando sul contrasto tra luce e buio. Nelle parole degli artisti, piante di caffè e paesaggi colombiani si contrappongono a figure umane, e in alcune immagini i danzatori si trasformano in piante. Qui l’arte urbana diventa parte dell’esperienza del locale e del lancio.
Una tazzina, tanti muri
Guardando i casi insieme emerge una geografia. Napoli è al centro di tre storie su sei: Lavazza ci dipinge un omaggio al dialetto, Kimbo la celebra da lontano, Caffè Borbone la coinvolge in un’azione civica. Milano, invece, fa da vetrina ai lanci, da Tablì alle capsule di Kimbo fino alle limited edition di Starbucks. Torino resta il caso a sé, dove il muro diventa un racconto di lungo periodo e non una singola operazione. Il filo comune è il territorio: ogni murale parla della città in cui sta, attraverso un dialetto, un rione o una piazza.
Agenda civica, dialetto, lancio di prodotto, identità cittadina, gesto contro l’odio, palcoscenico di un locale. Questi casi mostrano che il muro può servire a scopi molto diversi, spesso tutti insieme. Resta da vedere quale sarà la prossima parete su cui il caffè andrà a raccontarsi, e chi la dipingerà.
Per saperne di più
TOward 2030. What are you doing?, sito Lavazza
TOward 2030, Geoportale e governo del territorio, Comune di Torino
TOward 2030. What are you doing?, sito MuseoTorino
Lavazza Murales Pubblicitari d’autore, sito Outdoora
Annalisa Pomponio, Lavazza omaggia Napoli nella nuova comunicazione dedicata all’espresso in versione cialde. Firma VML, Engage, 18 giugno 2024
Lavazza, Tablì sprigiona un vortice di caffè in città, sito Outdoora
Kimbo, Murales d’autore, sito Outdoora




