Il vino si è sempre raccontato anche per immagini. L’etichetta, per esempio, prima ancora di essere un obbligo normativo, resta il primo contatto visivo tra una bottiglia e chi la sceglie sullo scaffale. Ma il legame tra arte e vino, negli ultimi anni, ha superato di gran lunga il packaging: alcune cantine, infatti, hanno strutturato progetti culturali pluriennali, altre hanno portato le arti plastiche direttamente in vigna, altre ancora hanno aperto le porte di cantine e taste room a collezioni permanenti e murales. Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo l’Italia: in Europa esistono tenute che hanno fatto della fusione tra vino e arte contemporanea la propria identità, al pari di un museo letteralmente a cielo aperto. L’ultimo passo, per alcuni produttori, è uscire del tutto dalla cantina, portando l’arte in città. Un percorso che vale la pena ripercorrere, tappa per tappa, per capire il legame tra arte e vino.

Arte e vino in Donnafugata, un’etichetta e trent’anni di racconto
Donnafugata resta il caso più longevo di questo dialogo. Dal 1994 le sue etichette sono firmate da un solo illustratore, Stefano Vitale, che ha costruito nel tempo un immaginario coerente fatto di figure femminili, colori mediterranei e riferimenti all’arte popolare assorbiti durante gli anni vissuti tra Messico e Stati Uniti. La prima etichetta nata dalla collaborazione con Gabriella Anca Rallo, “La Fuga”, è dedicata alla sua scelta di lasciare l’insegnamento per il vino: il volto della figura femminile diventa un paesaggio vivo, con le onde del mare e le geometrie dei filari intrecciate nella chioma. Da lì sono nate le etichette di Anthìlia, Sherazade, Floramundi, un intero universo illustrato che nel 2018 è finito in mostra a Villa Necchi Campiglio a Milano, ospitata dal FAI, con oltre diecimila visitatori in due mesi. È il modello più tradizionale, un solo linguaggio visivo coltivato per decenni che coincide con l’identità del brand.
Fontanafredda, arte e vino dall’etichetta al racconto a più voci
Fontanafredda ha spinto il modello dell’etichetta d’autore verso qualcosa di più ampio. Dal 2022 il Barolo del Comune di Serralunga d’Alba diventa ogni anno il veicolo del progetto Renaissance, che affianca a un’etichetta illustrata una vera monografia letteraria: uno scrittore italiano contemporaneo interpreta un valore, un illustratore lo traduce in immagine. Si è partiti dalla Speranza, con Marco Missiroli ed Elisa Talentino, per proseguire con la Fiducia di Silvia Avallone e Andrea Calisi, il Coraggio di Antonio Scurati e Monica Barengo, l’Ottimismo di Chiara Gamberale e Riccardo Guasco, fino alla Tenacia del 2026, affidata a Emanuele Trevi ed Elisa Macellari. Il progetto, pensato per durare dieci anni, lega ogni annata a un sentimento diverso, in un percorso che intreccia scrittura e illustrazione attorno a un’unica bottiglia identitaria, nata nel 1988 come prima menzione comunale del Barolo.

Ca’ del Bosco, la scultura entra in vigna
A Erbusco, in Franciacorta, il rapporto tra arte e vino prende invece la forma della scultura a cielo aperto. Ca’ del Bosco ha iniziato a introdurre opere d’arte nel paesaggio intorno alla cantina già alla fine degli anni Ottanta, ispirandosi a una frase del critico Luigi Veronelli, secondo cui “il vino è un valore reale che ci dà l’irreale”. Da allora Maurizio Zanella ha costruito una collezione permanente di opere site specific, pensate da ogni artista dopo una visita alla tenuta, in dialogo diretto con la natura e il ciclo della vite. Non una collezione acquistata altrove, quindi, ma un insieme di lavori nati apposta per quel paesaggio, a cui si
affianca oggi anche un Premio Scultura dedicato a nuovi talenti. Qui l’arte non racconta più la bottiglia, diventa parte del territorio che la produce.
Farina Wines, quando la cantina diventa galleria
In Valpolicella Classica, a Pedemonte, Farina Wines ha scelto una strada ancora diversa. Dal 2023 il progetto Art Ferment, nato dalla collaborazione con la galleria veronese Artericambi, trasforma ogni anno gli spazi della cantina in un percorso espositivo. La prima edizione ha portato in corte le opere dell’artista argentino Mariano Sardón e una scultura monumentale di Anselm Kiefer, tra i nomi più importanti dell’arte contemporanea, dedicata al poeta Paul Celan, sopravvissuto all’Olocausto. Sono seguite l’edizione dedicata al pittore Fabrizio Gazzarri, a lungo collaboratore di Emilio Vedova, quella con le grandi fotografie di Roberto Bigano, e la più recente, “Transitum Frugum, l’antico patto” dello scultore Federico Ferrarini, con la Kromya Art Gallery di Verona. Con quest’ultima edizione il progetto è entrato in una nuova fase: non più solo mostre temporanee, ma l’acquisizione di un’opera per ogni edizione, per costruire una collezione permanente della famiglia Farina. Un percorso premiato nel 2024 dal Great Wine Capitals International Award come miglior esperienza di turismo enologico legata ad arte e cultura.

Château La Coste, arte e vino in un museo a cielo aperto in Provenza
Il modello più radicale, fuori dai confini italiani, si trova in Provenza. Château La Coste, vicino ad Aix-en-Provence, ha trasformato duecento ettari di vigna e bosco mediterraneo in un vero museo diffuso, senza alcun legame con l’etichetta. Dal 2004 la tenuta ospita installazioni permanenti firmate da artisti come Louise Bourgeois, Ai Weiwei, Richard Serra, Sean Scully, Alexander Calder e Tracey Emin, insieme ad architetture di Tadao Ando, Frank Gehry, Renzo Piano e Jean Nouvel. Il visitatore cammina tra i filari incontrando le opere come tappe di un percorso, prima ancora di arrivare in cantina per la degustazione. È l’esempio più compiuto di come il vino possa mettere a disposizione il proprio paesaggio all’arte, senza chiedere nulla in cambio se non la possibilità di attraversarlo.

Prosecco Doc e Outdoora, quando arte e vino escono sul muro
Il passaggio più netto dal vigneto alla città porta la firma del Consorzio del Prosecco Doc. In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, di cui il Consorzio è stato Official Sparkling Wine, è nato un progetto di sette opere di Urban Art distribuite per Milano, realizzato con Outdoora: un percorso dedicato all’Italian Genio, di cui vino e arte sono entrambi simbolo, che ha accompagnato la città fino all’inizio dei Giochi. Il primo murale, firmato dallo Street Artist Frode, ritrae il compositore Giuseppe Verdi in corso Garibaldi, in omaggio a “La forza del destino” e alla prima della Scala, mentre gli altri sei murales hanno celebrato altrettanti eventi culturali e di costume celebrati ogni anno della città (dal fashion al design, dalla musica alla tradizione culinaria meneghina). Durante i Giochi il Consorzio ha inoltre ospitato, nello Spazio San Babila l’Olympic Lounge, un luogo di ritrovo per sportivi e amanti degli sport invernali e, assieme, una mostra collettiva con le opere di tutti gli artisti coinvolti nel progetto. Qui l’opera non nasce per una bottiglia né per una sala espositiva, ma direttamente per uno spazio pubblico che chiunque può incontrare camminando per strada.
Arte e vino, lo stesso bisogno di tempo
Messi in fila, questi esempi non raccontano approcci alternativi, ma gradi diversi della stessa relazione. Il vino e l’arte condividono un bisogno strutturale di tempo, di gesto artigianale e di interpretazione: un’uva che matura come un’idea che prende forma, un calice che va letto come un’opera. È per questo che il vino, da sempre, cerca un linguaggio visivo capace di dire ciò che l’etichetta, il gusto o le parole da soli non bastano a comunicare. Che si tratti di un’illustrazione stampata su carta, di una scultura in giardino, di una collezione che cresce anno dopo anno o di un murale visibile a chiunque cammini per strada, l’arte offre al vino uno spazio in cui farsi raccontare, e il vino restituisce all’arte un pubblico nuovo, spesso lontano dai circuiti tradizionali delle gallerie. Il rapporto tra i due, più che un’alleanza di marketing, è un’affinità di sostanza.
Per saperne di più
Arte e vino, il successo della mostra “Inseguendo Donnafugata”, sito Donnafugata Etichette d’autore, sito Donnafugata
Barolo Renaissance, sito Fontanafredda
Arte e vino, la scultura, sito Ca’ del Bosco
Arte e vino un connubio che si rinnova in Farina Wines con una mostra fotografica ispirata alla bellezza universale, sito Farina Wines, 14 luglio 2024
Livia Montagnoli, Arte e vino in Valpolicella. Iniziano le mostre alla cantina Farina curata da Artericambi, Artribune, 26 marzo 2023
Aldo Palaoro, Il vigneto in Provenza che ospita un museo a cielo aperto, Linkiesta, 7 settembre 2022 Il genio italiano verso Milano Cortina 2026, sito Consorzio Tutela Prosecco DOC
Prosecco DOC | Sette muri verso Milano Cortina 2026, sito Outdoora




